(ats) Il divieto di coltivare organismi geneticamente modificati (OGM) in Svizzera, che scade a fine 2017, andrebbe esteso di altri quattro anni. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale approvando, con 146 voti contro 39 e 3 astenuti, la revisione legge federale sull'ingegneria genetica. La ricerca continuerà ad essere possibile.

I deputati liberali-radicali Christian Wasserfallen (BE) e Fathi Derder (VD) hanno tentato, anche con veemenza, di convincere i colleghi della bontà dell'ingegneria genetica. Entrambi hanno a più riprese citato gli studi scientifici, in particolare il Programma nazionale di ricerca 59 (PNR 59), che dimostrerebbero che la coesistenza di colture transgeniche e tradizionali è possibile.

Rispondendo a una domanda di Jean-Pierre Grin (UDC/VD), che riteneva problematico e costoso per gli agricoltori l'introduzione di due filiere completamente separate per i prodotti OGM e quelli non-OGM, Wasserfallen ha negato la possibilità che possano sorgere difficoltà. Già oggi, ha ricordato, si separano le linee di produzione per l'agricoltura biologica e quella tradizionale.

"Ma l'agricoltura non vuole gli OGM", ha replicato Jonas Fricker (Verdi/AG). "Anche la popolazione non ne vuole sapere", ha aggiunto. In Svizzera, inoltre, la superficie agricola è troppo piccola affinché i due metodi di coltura possano coesistere. Rinunciare alla coesistenza, ha poi precisato l'argoviese, "non significa frenare la ricerca e la scienza".

Il nazionale ha quindi deciso - con 142 voti contro 47 e 2 astenuti - che in Svizzera non ci sarà una coesistenza di colture transgeniche e tradizionali.

La Camera ha poi affrontato la questione della durata della moratoria sulla coltivazione di OGM. Il Consiglio federale chiedeva di prolungare fino al 2021 il divieto esistente, la commissione preparatoria proponeva una proibizione illimitata nel tempo.

Quest'ultima opzione è stata combattuta dal PLR, dalla maggioranza del gruppo UDC e da alcuni deputati PPD che l'hanno giudicata un segnale negativo nei confronti della ricerca. Le imprese potrebbero delocalizzazione impieghi al di fuori dalla Svizzera, ha ad esempio affermato Andrea Gmür (PPD/LU).

La consigliera federale Doris Leuthard ha messo in dubbio la compatibilità internazionale di una moratoria indeterminata. Per la ministra dell'ambiente esiste un rischio concreto che Stati terzi denuncino la Svizzera all'OMC, l'Organizzazione mondiale del commercio. Ciò comporterebbe un danno incalcolabile per l'immagine del nostro Paese, ha sottolineato.

Fathi Derder è poi ritornato sul PNR 59: "il mondo scientifico ha confermato che non ci sono rischi", ha detto il vodese invitando il plenum a non mettere in discussione le conclusioni formulate dai ricercatori. "Non bisogna rifiutare la verità scientifica", ha aggiunto Wasserfallen.

"Non vogliamo mettere in discussione il lavoro della scienza, ma qui si tratta di una questione politica", ha replicato Isabelle Chevalley (PVL/VD) precisando che anche con la moratoria la ricerca rimarrà possibile. "L'interdizione riguarda unicamente l'agricoltura", ha ricordato la vodese.

"Anche l'importazione di foraggi OGM rimarrà possibile", ha aggiunto Marcel Dettling (UDC/SZ) a nome della commissione. Questi ha però rilevato come attualmente la domanda per questo tipo di mangime sia nulla.

In ogni caso, hanno sottolineato alcuni oratori, non ha senso prolungare la moratoria di soli quattro anni. "Trascorso questo periodo ci troveremo al punto di partenza, ma dubito che tra quattro anni la popolazione e il modo agricolo saranno disposti ad accettare gli OGM", ha sostenuto Martina Munz (PS/SH).

La maggioranza non ha però voluto chiudere definitivamente la porta alle colture OGM. Con 98 voti contro 89 e un astenuto, il Nazionale ha infatti deciso di limitare a quattro anni il divieto e di bocciare quindi la moratoria illimitata.

L'oggetto va ora al Consiglio degli Stati.