(ats) L'idea di concedere un'imposizione privilegiata a tutti i fondi di un'azienda agricola o silvicola non ha convinto il Consiglio degli Stati. Con 27 voti contro 12 e 3 astenuti, la Camera dei cantoni ha infatti deciso di non entrare in materia sul progetto, già adottato dal Nazionale.

Il messaggio del Consiglio federale, redatto in adempimento alla mozione del consigliere nazionale Leo Müller (PPD/LU), prevede il ritorno all'imposizione privilegiata in vigore fino al 2011, in maniera che l'utile derivante dall'aumento di valore rimarrebbe esente dall'imposta federale diretta (IFD). Nei Cantoni i guadagni sarebbero assoggettati all'imposta sugli utili da sostanza immobiliare.

Fino al 2011 i guadagni risultanti dall'alienazione di fondi agricoli e silvicoli erano esonerati dall'IFD. In quell'anno il Tribunale federale (TF) ha limitato questo privilegio ai fondi che sottostanno alla legge federale sul diritto fondiario rurale (LDFR). Da allora gli utili conseguiti sono interamente imponibili.

"In base al principio dell'uguaglianza giuridica" gli agricoltori indipendenti devono essere trattati allo stesso modo di altri lavoratori indipendenti con fondi nella zona edificabile, ha sottolineato Martin Schmid (PLR/GR) a nome della commissione. A suo avviso, il progetto viola il principio dell'imposizione secondo la capacità economica.

Diversi oratori hanno messo in guardia pure contro mancate entrate di circa 200 milioni di franchi all'anno provenienti dall'IFD.

Dal canto suo, il "senatore" Peter Föhn (UDC/SZ) ha perorato invano un ritorno alla vecchia pratica fiscale. "Numerosi agricoltori si vedono infatti costretti a pagare imposte molto onerose e taluni devono ipotecare il loro terreno o persino abbandonare la loro abitazione", gli ha fatto eco Isidor Baumann (PPD/UR).

Nonostante questi appelli, la Camera dei Cantoni non ha voluto favorire i contadini. La maggioranza non ha contestato il fatto che in base all'attuale regolamentazione cantonale si possano avere anche casi di rigore. Ma - ha rilevato Martin Schmid - già oggi esiste la possibilità di rinviare l'imposizione o di condonare l'imposta.

Inoltre, l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) è disposta ad accelerare l'unificazione della prassi per quanto riguarda l'imposta federale diretta e dunque contribuire a ridurre i casi di rigore.

Il dossier ritorna quindi al Nazionale, che nel corso della sessione primaverile delle Camere, l'aveva approvato con 100 voti contro 84.

Caso Parmelin

Va ricordato che proprio su questo progetto era inciampato, a pochi mesi dalla sua elezione, il neo ministro della difesa Guy Parmelin. Il consigliere federale si era infatti battuto per difendere privilegi fiscali per gli agricoltori, agendo, secondo il quotidiano Blick, che aveva attirato l'attenzione sulla vicenda, in modo da avvantaggiare suo fratello.

Il neoministro aveva in un secondo tempo ammesso davanti alla stampa di aver commesso "un errore politico".