Per il relatore della commissione Konrad Graber (PPD/LU) non bisogna caricare troppo la riforma per non correre il rischio che venga affossata in votazione. In settembre, la Camera del popolo aveva deciso per un aumento automatico fino a due anni dell'età pensionabile nel caso in cui l'AVS dovesse trovarsi in difficoltà finanziarie.
Concretamente, qualora la copertura del Fondo AVS dovesse scendere sotto l'80% (verosimilmente non prima del 2030), il governo dovrebbe progressivamente aumentare l'età di riferimento per ottenere una rendita (al massimo 4 mesi supplementari ogni anno), fino a raggiungere 67 anni. Come detto, gli Stati hanno però bocciato tale soluzione.
La Camera dei cantoni ha pure respinto le modifica riguardanti le rendite per vedove/i e gli orfani. Il Nazionale, seguendo le proposte del governo, aveva limitato il diritto alla rendita alle persone vedove che al momento del decesso del coniuge hanno un figlio di età inferiore ai 18 anni oppure un figlio agli studi di età inferiore ai 25 anni oppure che si occupano di un figlio bisognoso di cure.
Gli Stati hanno bocciato questa proposta per lo stesso motivo con il quale hanno respinto i l'aumento dell'età pensionabile a 67 anni: la volontà di non esagerare con le riforme per non mettere in pericolo l'intero edificio.
Il consigliere federale Alain Berset ha affermato di ritenere opportuno un dibattito sulle rendite per vedove/i e gli orfani dato che sono rimaste immutate dal 1948. Il ministro dell'interno ha però affermato di capire le preoccupazioni della commissione e per questo motivo ha rinunciato a difendere la proposta governativa.
I dibattiti proseguono.