(ats) Le attuali norme del Codice penale (CP) e le alternative in sede civile garantiscano già una sufficiente protezione alle vittime di sexting. È quanto pensa il Consiglio degli Stati che oggi - 25 voti contro 14 - ha respinto una mozione della consigliera nazionale Viola Amherd (PPD/VS).

La decisione della Camera dei cantoni è in linea con quanto raccomandato dal Consiglio federale. Nel giugno scorso, il Consiglio nazionale aveva invece approvato l'atto parlamentare per 124 voti a 43 e 18 astenuti, sostenendo che la diffusione di fotografie o video intimi di altre persone senza il loro consenso, il cosiddetto sexting, va punito con una fattispecie penale a sé stante.

Secondo i "senatori", invece, nei casi di sexting la prevenzione dei possibili rischi legati alle nuove tecnologie gioca un ruolo importante; per questo motivo non è necessario introdurre una nuova norma nel CP dall'effetto preventivo.

Durante la discussione al Nazionale, Viola Amherd aveva giustificato la propria mozione col fatto che la diffusione e lo scambio via internet o telefono cellulare di foto e video intimi di sé stessi o di altre persone non fa che aumentare. Spesso, inoltre, tale diffusione è accompagnata da minacce con conseguenze gravi per gli interessati, perlopiù minorenni, aveva sottolineato la deputata vallesana.

Oggi agli Stati, Claude Janiak (PS/BL) ha sottolineato come "la legislazione attuale consenta già di sanzionare tali atti". "Non occorre creare una legge per ogni video increscioso", gli ha fatto eco Andrea Caroni (PLR/AR).

Pur condannando il sexting, che può spingere giovani al suicidio, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha sottolineato l'importanza della prevenzione e della responsabilità individuale. Anche per la ministra della giustizia il diritto attuale comporta già sanzioni contro chi ricatta altri giovani con immagini incresciose diffuse sulla rete.