Nel suo atto parlamentare, che il Nazionale aveva adottato con 130 voti contro 37 e 27 astenuti, il bernese chiedeva che la zona in questione fosse controllata dall'ONU e situata in un luogo sicuro per i migranti che rinunciano a una traversata sui barconi o per coloro che vengono raccolti sulle imbarcazioni. Questi rifugiati avrebbero così potuto ricevere aiuto sul posto.
Oggi il consigliere federale Didier Burkhalter ha ricordato che Berna non può sostenere davanti alle Nazioni Unite un'ingerenza negli affari di un altro Stato. Nonostante la situazione "drammatica" in Libia, il Paese dispone pur sempre della sua sovranità territoriale, ha aggiunto.
Secondo Burkhalter, non si può nemmeno obbligare le persone decise a raggiungere l'Europa a restare lungo le coste libiche. Inoltre, riportare i barconi di migranti il più presto possibile verso la Libia significherebbe respingere dei rifugiati verso uno Stato considerato poco sicuro, ciò che non sarebbe applicabile a livello giuridico, ha sottolineato il consigliere federale.
La Svizzera deve invece impegnarsi sulle cause del fenomeno migratorio. Deve combattere la corruzione e favorire la formazione, il lavoro, la condivisione del potere e i diritti umani nei Paesi di provenienza dei migranti, ha sostenuto il ministro degli affari esteri.