(ats) Le misure prese dal Consiglio federale concernenti l'Eritrea sono sufficienti. È quanto ritiene il Consiglio degli Stati che ha bocciato, con 21 voti contro 19, una mozione del Nazionale che chiedeva all'esecutivo di avviare trattative con il Paese africano finalizzate a creare sul posto progetti di aiuto allo sviluppo.

L'atto parlamentare subordinava la concessione dell'aiuto allo sviluppo a un miglioramento della situazione sul fronte dei diritti umani. In tal caso sarebbe stato anche immaginabile concludere un accordo sulla riammissione con la Svizzera.

Ricordando che il governo ha già intrapreso delle misure - crediti fino a 2 milioni di franchi all'anno in progetti pilota volti soprattutto a creare posti di lavoro e di formazione per i giovani - il relatore della commissione Didier Berberat (PS/NE) ha invitato i colleghi a bocciate l'atto parlamentare ritenendolo superfluo.

Per condurre delle trattative bisogna essere in due. Orbene, l'Eritrea non è pronta a intavolare discussioni, ha aggiunto il consigliere federale Didier Burkhalter.

Solo il PLR, l'UDC e una parte del PPD hanno approvato la mozione sostenendo la necessità di mantenere la pressione sul governo visto che l'Eritrea è un Paese chiave nella politica migratoria. Esistono segnali di apertura dal parte del governo eritreo, ha poi aggiunto, invano, Damian Müller (PLR/LU).