(ats) La Svizzera deve continuare a partecipare in modo affidabile alle misure di stabilizzazione del sistema monetario e finanziario internazionale (FMI). È questo l'obiettivo di una revisione di legge approvata oggi dal Consiglio nazionale con 124 voti a 67.

La riforma proposta dal governo tiene conto dei mutamenti intervenuti nell'economia mondiale e nel sistema finanziario internazionale. Introduce inoltre due adeguamenti: l'aumento da 7 a 10 anni della durata massima dell'aiuto monetario in caso di crisi sistemica e l'esplicita partecipazione della Banca nazionale svizzera (BNS) all'aiuto monetario a singoli Stati.

Solo l'UDC si è battuta contro il progetto. Secondo il partito, esso rimette in dubbio l'indipendenza della BNS e indebolisce il potere di sorveglianza del Parlamento, ha sottolineato Yves Nidegger (UDC/GE). La sua proposta di non entrata in materia è stata però respinta con 125 voti a 65.

La riforma è indispensabile affinché la Svizzera resti un partner affidabile del FMI, ha da parte sua rilevato Kathy Riklin (PPD/ZH). Critico nei confronti del FMI, il gruppo dei Verdi ha tuttavia sostenuto la revisione, considerandola "essenziale per la stabilità delle finanze mondiali", secondo Denis de la Reussille (POP/NE). La Svizzera ha bisogno di questa stabilità, ha spiegato il consigliere federale Ueli Maurer.

Il Nazionale ha pure accettato, con 125 voti a 66, di prorogare di cinque anni, fino al 15 aprile 2023, il decreto federale concernente la concessione di un credito quadro di 10 miliardi di franchi. Esso deve garantire che, in caso di bisogno, la Svizzera possa prendere rapidamente misure di aiuto monetario.