A nome della maggioranza della Commissione delle finanze, Jean-Pierre Grin (UDC/VD) ha messo in luce che "la situazione attuale ha comportato negli anni spese supplementari elevate e ingiustificate in relazione a diversi decreti finanziari pluriennali". La mozione è dunque un tentativo di mettere pressione sul governo per attuare un cambiamento e adottare un nuovo sistema per i crediti in settori quali ad esempio la cooperazione internazionale, la politica agricola, l'esercito e il traffico regionale.
Seguendo le raccomandazioni dell'esecutivo, una minoranza ha chiesto invece di respingere la proposta, ritenendo che complicherà i calcoli annuali dell'Amministrazione federale delle finanze. Secondo Philipp Hadorn (PS/SO), la mozione "gonfia la burocrazia e limita i margini di manovra del parlamento".
Il consigliere federale Ueli Maurer ha ribadito la posizione del governo. "Pur se a prima vista appare ragionevole, la proposta incontrerebbe difficoltà pratiche nei dibattiti alle Camere e impedirebbe di discutere caso per caso", ha dichiarato il "ministro". A suo avviso, sarebbero già state prese sufficienti misure per impedire in futuro scostamenti importanti tra rincaro presunto ed effettivo.