L'esperienza insegna che sono sempre i settori dove le relative spese sono debolmente vincolate - come agricoltura ed esercito - a contribuire in modo maggiore ai vari piani di risparmio della Confederazione, ha ricordato Sandra Sollberger-Muff (UDC/BL) a nome della Commissione delle finanze all'origine dell'atto parlamentare.
Per questo motivo - ha continuato Sollberger-Muff - è auspicabile che in futuro prima di proporre misure di risparmio trasversali, l'esecutivo verifichi se non sia possibile rinunciare a taluni compiti dello Stato. Se ciò non dovesse essere possibile, il governo dovrebbe proporre misure di risparmio che toccherebbero in primo luogo i settori in cui si è registrato il maggiore aumento delle spese durante le cinque legislature precedenti.
Nel 2016 le spese fortemente vincolanti rappresentavano il 57% del bilancio totale della Confederazione, ha affermato Jacques Bourgeois (PLR/FR), l'altro relatore commissionale, aggiungendo che nel 2020 tale proporzione salirà al 64%. Per questo motivo anche questi settori dovrebbero dare il loro contributo, ha aggiunto ricordando come i tagli continuerebbero comunque ad essere discussi e decisi dal Parlamento.
La minoranza, rappresentata da Alois Gmür (PPD/SZ), ha tentato invano di convincere i colleghi a non restringere il margine di manovra finanziario del Parlamento. "Vogliamo poter decidere liberamente", ha affermato lo svittese sostenendo che gli strumenti oggi a disposizioni sono sufficienti.
Anche il ministro delle finanze Ueli Maurer era contrario all'atto parlamentare: il parlamento ha già oggi la competenza di modificare il budget se non è soddisfatto del lavoro del governo, ha affermato il consigliere federale democentrista.
Per Maurer è il Parlamento che deve fare le sue scelte. Occorre inoltre più disciplina del decidere i singoli progetti, ha sostenuto il consigliere federale ricordando che è la stessa Assemblea federale che stabilisce i vari compiti dello Stato. Il ministro delle finanze ha fatto l'esempio dell'incremento dei fondi destinati ai trasporti pubblici regionali deciso proprio ieri dal Nazionale.
La mozione passa ora al Consiglio degli Stati.