(ats) Frenare la chiusura degli uffici postali intervenendo sulla loro raggiungibilità. Il Consiglio nazionale ha accolto oggi, contro il parere del governo, una mozione in questo senso della sua commissione preparatoria. Approvate anche altre due proposte, una per rafforzare la concorrenza e l'altra per aumentare la vigilanza da parte dell'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM).

Secondo la maggioranza del plenum, i criteri di misurazione della raggiungibilità - in base ai quali il 90% della popolazione deve poter accedere a uffici o agenzie nell'arco di 20 minuti - devono essere stabiliti a livello regionale e non più facendo capo a una media nazionale. Essi devono valere anche per le prestazioni nel settore del traffico dei pagamenti.

Le agenzie postali che sostituiscono gli uffici devono inoltre essere strutturate in modo da garantire tutte le prestazioni logistiche e il servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti.

La mozione è stata appoggiata a larga maggioranza, con 172 voti a 13 e 4 astensioni. Durante il dibattito si sono levate da più parti voci contro lo smantellamento della rete di uffici postali. Rare le eccezioni, come quella di Jürg Grossen (Verdi liberali/BE), per il quale voler frenare questa tendenza "è solo nostalgia, perché le prestazioni possono essere offerte anche dalle agenzie postali".

Ascoltandovi ho la sensazione che il servizio della Posta svizzera sia problematico, ma due settimane fa si è classificato al primo posto in Europa, ha replicato la consigliera federale Doris Leuthard, sostenendo che "l'azienda non chiude senza proporre un'alternativa".

Per l'esecutivo, quanto proposto dalla mozione porterà a una densificazione della rete e a un aumento dei costi. Lo scorso anno la Posta ha fatto 200 milioni di deficit nei punti vendita e con queste modifiche il buco aumenterà, ha aggiunto invano la ministra.

Lo scorso autunno, la Posta ha annunciato l'intenzione di ridurre a 800 o 900 la sua rete di uffici in tutta la Svizzera entro il 2020, contro i 1400 attuali. Parallelamente, i 3700 punti d'accesso saranno aumentati a 4000.

Più concorrenza

Il plenum ha pure deciso di aumentare la concorrenza nel settore postale, adottando con 109 voti a 78 una mozione della sua commissione preparatoria sostenuta dall'esecutivo. La sinistra e il PPD si sono opposti, denunciando un attacco al servizio pubblico, che indebolirà la Posta.

"Non possiamo dare la possibilità ai privati di guadagnare su questo terreno", ha affermato Thomas Hardegger (PS/ZH), spalleggiato da Viola Amherd (PPD/VS), per la quale in tal modo verranno ridotte le entrate della Posta. Per Hugues Hiltpold (PLR/GE), nel settore è invece necessaria una sana concorrenza e attualmente ciò non è il caso.

Il testo, tracciato a grandi linee in un recente rapporto del governo, prevede il divieto di sconti combinati, la garanzia di non discriminazione negli sconti sulle quantità e sulle prestazioni preliminari, la remunerazione dell'accesso alle caselle postali basata sui costi e chiede un miglior accesso agli impianti di cassette per le lettere nei condomini e negli edifici adibiti ad uso commerciale.

Un'ultima mozione, accettata tacitamente e sostenuta dal Consiglio federale, stipula che gli strumenti di vigilanza dell'UFCOM siano, com'è il caso per quelli della Commissione federale delle Poste (Postcom), definiti a livello legislativo e completati da strumenti di esecuzione.

Il dossier va agli Stati.