(ats) La Confederazione deve continuare a partecipare in modo affidabile alle misure di stabilizzazione del sistema monetario e finanziario internazionale. Seguendo il Consiglio nazionale, gli Stati hanno approvato oggi una revisione legislativa in questo senso con 41 voti a 2 e 1 astensione. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Le crisi degli ultimi anni hanno provocato mutamenti significativi nell'architettura finanziaria mondiale che interessano anche l'aiuto monetario, in particolare nell'ambito del Fondo monetario internazionale. Quest'ultimo ha infatti adeguato il suo la prassi in materia di concessione di crediti.

La riforma proposta dal governo introduce due adeguamenti: l'aumento da 7 a 10 anni della durata massima dell'aiuto monetario in caso di crisi sistemica e l'esplicita partecipazione della Banca nazionale svizzera (BNS) all'aiuto monetario a singoli Stati.

Il nostro Paese dipende fortemente dalla stabilità del sistema finanziario e monetario internazionale, ha sottolineato il consigliere federale Ueli Maurer. Per la sua piazza imprenditoriale e finanziaria, ha aggiunto, è essenziale che le relazioni monetarie internazionali siano ben strutturate.

La Camera ha pure accettato, con 42 voti a 2 e 1 astensione, di prorogare di cinque anni, fino al 15 aprile 2023, il decreto federale concernente la concessione di un credito quadro di 10 miliardi di franchi. Esso deve garantire che, in caso di bisogno, la Svizzera possa prendere rapidamente misure di aiuto monetario.