I contadini svizzeri devono rispettare limitazioni molto severe e i loro prodotti subiscono la concorrenza di quelli esteri che non devono sottostare alle stesse regole, ha spiegato Aebischer. Bisogna abolire queste differenze, è una questione di logica e di protezione degli animali, ha sostenuto il bernese.
Per il consigliere federale Alain Berset, contrario alla mozione, le proposte di Aebischer sono di difficile attuazione: "occorrerebbe dapprima chiarire e definire nella legislazione quali metodi di produzione impiegati all'estero sono da ritenere un maltrattamento", ha sostenuto il responsabile del Dipartimento dell'interno.
L'eventuale divieto potrebbe inoltre essere effettivo solo se si conosce come effettivamente i prodotti in questione sono fabbricati. Ciò potrebbe rivelarsi difficile se non addirittura impossibile da controllare oltre che molto costoso, ha sottolineato Berset.
Molti prodotti come cosmetici o additivi alimentari, inoltre, contengono componenti di origine animale che non sono chiaramente riconoscibili come tali. La norma proposta potrebbe anche essere incompatibile con le prescrizioni dell'Organizzazione mondiale del commercio e con gli accordi conclusi con l'UE, ha affermato, invano, Berset.
L'atto parlamentare passa ora al Consiglio degli Stati.