(ats) Il sistema di incentivazione nel settore del clima e dell'energia proposto dal Governo non ha convinto il Parlamento. Dopo il Nazionale in marzo, oggi anche il Consiglio degli Stati ha tacitamente bocciato l'entrata in materia sul progetto che rappresentava la seconda tappa della Strategia energetica 2050. L'oggetto è pertanto da considerarsi archiviato.

Concretamente, il Consiglio federale proponeva un nuovo articolo costituzionale relativo alle tasse sul clima e l'elettricità e una serie di disposizioni transitorie da attuare a partire dal 2021.

In base a tale progetto, le tasse d'incentivazione, introdotte per ridurre emissioni a effetto serra e consumo energetico, avrebbero potuto essere riscosse su combustibili e carburanti fossili come pure sull'elettricità.

Il prodotto dei contributi sarebbe stato ridistribuito alla popolazione e all'economia per impedire l'aumento dell'onere fiscale complessivo per le economie domestiche e le imprese.

Le misure di promozione finanziate con l'attuale supplemento di rete, come la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC), sarebbero state eliminate progressivamente e sarebbero scomparse definitivamente entro 10 anni dall'introduzione della tassa sull'elettricità.