Il Consiglio federale proponeva di accogliere il testo, mentre soltanto l'UDC, per bocca di Andreas Glarner (AG), si è detta contraria al progetto. Secondo il democentrista argoviese, gli statuti attuali sono sufficienti. I veri rifugiati devono rimanere, gli altri dovrebbero invece essere espulsi dalla Svizzera, ha sottolineato.
Stando al progetto commissionale, le persone di cui ci si può rendere conto rapidamente che rimarranno in Svizzera sine die dovrebbero ricevere lo statuto di "persona protetta" senza limiti di tempo. Chi necessita invece di una protezione temporanea, a causa per esempio di un conflitto nel Paese di origine, riceverebbe lo statuto di "persona da proteggere provvisoriamente".
Al momento, tutte le persone degne di protezione che non adempiono i criteri necessari per ottenere lo statuto di rifugiato, ma non possono essere rinviate nel Paese di provenienza, sono ammesse a titolo provvisorio. Oltre 35'000 persone vivono in Svizzera con questo statuto provvisorio, un terzo delle quali da oltre sette anni, ha sottolineato Kurt Fluri (PLR/SO) a nome della commissione.
Questo statuto, secondo la commissione, non tiene conto delle circostanze particolari che divergono sensibilmente da un caso all'altro. A suo avviso, invece, è possibile capire in tempi brevi che alcune persone rischiano di rimanere durevolmente in Svizzera. Queste persone potrebbero quindi godere del nuovo statuto che permetterebbe loro di avere più possibilità di successo sul mercato del lavoro.
Due statuti distinti
Lo statuto di "persona protetta" potrebbe avere le seguenti caratteristiche: nessuna limitazione temporale, possibilità del raggruppamento famigliare in caso di sicurezza finanziaria sufficiente, integrazione attiva sul mercato del lavoro grazie agli uffici regionali di collocamento.
Le statuto di "persona da proteggere provvisoriamente" sarebbe invece limitato nel tempo in funzione di una situazione particolare in un Paese o in una regione. Simile statuto verrebbe periodicamente rivalutato per determinare se la protezione sia ancora necessaria. Inoltre non sarebbe possibile il raggruppamento famigliare, mentre l'inserzione nel mercato del lavoro sarebbe limitata a lavori di interesse pubblico o temporaneo (come l'agricoltura).
Una commissione di esperti in cui saranno rappresentati i Cantoni, le associazioni comunali e altri attori interessati sarà costituita per elaborare un progetto concreto.
Il Nazionale ha inoltre accolto tacitamente un postulato che chiede al Consiglio federale di presentare un rapporto nel quale vengano illustrate le possibilità volte a migliorare e rendere più efficace l'integrazione nel mercato del lavoro dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente.