L'ordinanza di applicazione della nuova legge sui servizi delle attività informative prevede di rendere inaccessibili per ulteriori 30 anni i dossier, conservati all'Archivio federale e riguardanti il periodo 1937-1967, al momento dell'entrata in vigore della nuova legislazione.
Tale proposta è stata criticata, in particolare dalla sinistra, durante la consultazione. Rispondendo a un quesito della Masshardt, il governo ha spiegato che la nuova legge autorizza una proroga quando un servizio di sicurezza straniero emette delle riserve circa la consultazione di determinate informazioni.
Secondo il governo, un termine di protezione non significa tuttavia il divieto di consultare qualsiasi tipo di documenti. Semmai, durante questo lasso di tempo, l'Archivio federale deve chiedere al servizio che gli ha fornito il dossier se l'interesse a mantenere il segreto sia preponderante o no.
La proroga da 50 a 80 anni viene considerata appropriata, in quanto permette al SIC di adempiere l'obbligo legale di contattare il servizio di sicurezza estero interessato. In caso di assenza di riserve da parte di quest'ultimo, la consultazione del dossier è autorizzata.
Il Consiglio federale ha aggiunto che lo scambio di informazioni con servizi esteri rafforza la sovranità svizzera e non costituisce una minaccia. "Le minacce per la sicurezza della Confederazione non si fermano alle frontiere del nostro Paese", si legge nella risposta scritta.