(ats) Il governo deve analizzare la possibilità di modificare le normative affinché i fondi pubblici svizzeri non possano essere utilizzati per sovvenzionare ONG implicate in azioni razziste, antisemite, di incitamento all'odio o di boicottaggio. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati, approvando tacitamente una versione modificata di una mozione del democentrista Christian Imark (SO). Il dossier torna al Nazionale.

Secondo il testo della mozione sempre più spesso emergono casi di ONG, direttamente o indirettamente finanziate dalla Svizzera, che hanno relazioni controverse. "Una cosa del genere in futuro non deve più accadere", sottolinea il solettese.

Il sostegno a simili organizzazioni infatti, sempre secondo Imark, potrebbe ledere la reputazione e la credibilità della Svizzera come Stato neutrale e indipendente. Il supporto concesso a determinate ONG potrebbe inoltre essere interpretato come una provocazione da gruppi rivali o Stati sovrani e nuocere alle relazioni internazionali.

Damian Müller (PLR/LU) ha sottolineato che proprio quest'ultima fase non è tollerabile. "Con questi presupposti ogni tipo di cooperazione internazionale sarebbe impossibile, poiché qualunque gesto potrebbe essere interpretato come una provocazione da qualcuno", ha detto. "Non possiamo lasciarci dettare le condizioni da altri".

Per risolvere questo problema Karin Keller-Sutter (PLR/SG), a nome della commissione, ha proposto di incaricare il governo di esaminare la situazione, senza intervenire subito in maniera diretta su leggi, ordinanze e regolamenti. La commissione sostiene infatti i principi della mozione, ma la formulazione del testo non è accettabile.

Anche il consigliere federale Didier Burkhalter si è opposto alla mozione di Imark, sostenendo che la politica estera della Svizzera, inclusa la cooperazione internazionale, si basa sul rispetto del diritto internazionale pubblico e mira alla promozione della pace e al rafforzamento delle società civili.

La Confederazione supporta quindi solo organizzazioni la cui azione corrisponde ai valori di questa politica. Non bisogna inoltre esagerare con la prudenza, poiché gli ambiti internazionali a volte necessitano coraggio, soprattutto in zone dove il rischio di strumentalizzazione è alto.

Burkhalter si è invece schierato a favore della modifica formulata dalla commissione. È giusto infatti analizzare se i valori elvetici siano effettivamente rispettati in tutti i casi e se sia possibile migliorare la situazione.