(ats) Il Consiglio degli Stati ha approvato oggi all'unanimità l'accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) e la Georgia. Non si tocca invece la prassi referendaria. Il dossier passa al Nazionale.

La maggioranza ha seguito senza esitazioni l'opinione della commissione, secondo la quale tale accordo permetterà di sostenere le riforme economiche in atto in Georgia e di proseguire l'integrazione del Paese nelle strutture di cooperazione economica.

Negli ultimi anni il volume degli scambi commerciali bilaterali tra Svizzera e Georgia ha oscillato tra i 40 e i 50 milioni di franchi, anche se l'export elvetico predomina nettamente.

I "senatori" non condividono invece l'intenzione del Consiglio federale di non più sottoporre in futuro a referendum facoltativo gli accordi di libero scambio paragonabili a questo. La proposta del governo è stata respinta con 32 voti contro 7.

"Si è cercato di far passare per la porta secondaria un punto molto importante", ha detto Pirmin Bischof (PPD/SO) a nome della commissione. "Anche se la democrazia diretta può essere a volte più lenta e apparentemente meno efficiente, è fondamentale nel funzionamento del nostro sistema", ha detto. "Una modifica simile dovrebbe essere discussa in modo approfondito e non aggiunta in un punto secondario di un accordo".

Il presidente dei socialisti Christian Levrat (FR) ha parlato addirittura di un "tentativo clandestino" di far passare questa modifica. "È vero che la pratica attuale può e deve essere migliorata, ma questo non è sicuramente il modo di agire", ha affermato.

Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha da parte sua spiegato che in passato non tutti gli accordi erano sottoposti al referendum facoltativo e che il governo vorrebbe tornare a questa prassi. "Si tratta di competenze che possono essere tranquillamente delegate al Parlamento", ha detto. Il tema è emerso con questo accordo specifico in modo da rispettare determinare tempistiche.