Secondo i democentristi, è nell'interesse della Svizzera aprire rapidamente un'ambasciata in Eritrea per poter giudicare sul posto la situazione. A loro avviso, è incomprensibile che gli interessi della Confederazione continuino ad essere curati dall'attuale rappresentanza elvetica a Khartum in Sudan.
In questo modo si getterebbero le basi per avviare le relazioni necessarie a negoziare un accordo sulla riammissione di cui c'è un urgente bisogno, ha spiegato oggi Maximilian Reimann (AG), a nome dell'UDC.
Dal canto suo, Didier Burkhalter ha tentato invano di convincere il plenum che non occorre affrettare i tempi. Il Consiglio federale preferisce un ampliamento delle relazioni con l'Eritrea per gradi, ha spiegato il ministro degli esteri. In un primo tempo, un addetto svizzero soggiornerebbe periodicamente ad Asmara per incentivare e curare maggiormente i contatti bilaterali.
Ma il plenum è stato di tutt'altro avviso e, con una larga maggioranza, ha preferito l'idea di un'apertura immediata di un'ambasciata in loco.
Sempre sul tema delle relazioni Svizzera-Eritrea, il Consiglio nazionale si è invece allineato - con 98 voti contro 91 e 3 astenuti - al parere del Consiglio federale, bocciando un'altra mozione dell'UDC. Essa chiedeva di non riprendere la cooperazione allo sviluppo in Eritrea, interrotta dieci anni fa, se prima non si fosse giunti a un accordo sulla riammissione con Asmara.