(ats) Il mutuo di circa 374 milioni di franchi che la Confederazione ha concesso alla SIFEM SA - società che investe tramite partecipazioni e prestiti in fondi a favore di PMI nei Paesi in via di sviluppo - dovrebbe essere convertito in capitale azionario nel quadro del preventivo 2018. Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha sostenuto una proposta in tal senso del Consiglio federale.

La sinistra e l'UDC si aspettano tuttavia maggiore trasparenza da parte del governo.

In dicembre, il Parlamento aveva respinto, durante i dibattiti sul preventivo 2017, questa conversione, adducendo una mancanza di spiegazioni da parte del Consiglio federale. Il governo ha ora pubblicato un rapporto nel quale illustra i motivi per cui propone di convertire il mutuo in capitale azionario.

Secondo l'esecutivo, tale conversione permetterà di sviluppare la SIFEM, rendendola più interessante per gli investitori privati, ed eviterebbe ripercussioni negative nella presentazione dei conti.

Secondo il Consiglio federale, l'operazione non presenta svantaggi di rilievo per la Confederazione. La conversione sarebbe infatti neutrale dal profilo finanziario. Nel prendere atto del rapporto, il Parlamento si è quindi allineato al parere governativo.

Pur essendo d'accordo con la conversione, il PS teme che ciò possa aprire la porta all'ingresso di investitori privati nell'azionariato, oggi in mano alla Confederazione. I socialisti chiedono inoltre al Consiglio federale una maggiore trasparenza in questo ambito.

Anche l'UDC ha emesso talune perplessità sul fatto che la conversione in capitale azionario possa davvero rendere la SIFEM più attrattiva per gli investitori privati. Secondo Pirmin Schwander (UDC/SZ), il rapporto governativo non risponde sufficientemente a queste domande.