(ats) Tutti gli abitanti della Svizzera devono poter ricevere la corrispondenza al proprio domicilio. Dopo il Nazionale, anche gli Stati hanno approvato - a larga maggioranza - due mozioni che chiedono al governo di riformulare la pertinente ordinanza.

Recentemente la stampa romanda aveva riferito della protesta di alcuni abitanti delle montagne neocastellane che erano stati privati del recapito della posta. Un'ordinanza approvata dal Consiglio federale prevede infatti che il gigante giallo non sia tenuto a distribuire gli invii postali in un insediamento costituito da meno di cinque case abitate tutto l'anno e distribuite su una superficie massima di un ettaro; oppure se la durata del tragitto per servire una casa abitata tutto l'anno supera complessivamente i due minuti.

Per i due neocastellani autori delle due mozioni, Raymond Clottu (UDC) e Jacques-André Maire (PS), tale prassi non è accettabile, anche perché si corre il rischio che a lungo termine intere regioni, giudicate poco redditizie, vengano escluse dai servizi postali. L'attuale ordinanza non rispetta inoltre la volontà del legislatore che nella Legge sulle poste ha precisato che "la distribuzione a domicilio è garantita in tutti gli insediamenti abitati tutto l'anno". Eccezioni sono ammissibili solo per le economie domestiche raggiungibili con estrema difficoltà.