I due atti parlamentari sono stati depositati da due consiglieri nazionali neocastellani, Raymond Clottu (UDC) e Jacques-André Maire (PS), che deplorano il fatto che alcuni abitanti delle montagne del loro cantone erano stati privati del recapito della posta.
Con le loro mozioni, i due deputati vogliono che il governo modifichi la prassi attuale. L'ordinanza sulle poste prevede infatti che il gigante giallo non sia tenuto a distribuire gli invii postali in un insediamento costituito da meno di cinque case abitate tutto l'anno, o se la durata del tragitto per servire una singola casa supera i due minuti.
Per il Parlamento, tale prassi non è accettabile: la distribuzione della corrispondenza è un elemento fondamentale del servizio universale. Le misure di risparmio della Posta devono restare proporzionate, ha sottolineato Olivier Français (PLR/VD) a nome della commissione.
Un ampio dibattito sulle prestazioni della Posta è necessario, ha aggiunto Claudio Hêche (PS/JU), ricordando la forte mobilitazione della popolazione contro i piani dell'ex regia. Il Consiglio degli Stati avrà l'occasione di discutere di questo punto in autunno: la sua commissione ha infatti depositato una mozione che chiede al gigante giallo di tenere conto "delle particolarità regionali, delle condizioni specifiche di mobilità, nonché delle diverse categorie di utenti dei servizi postali".
Per la consigliera federale Doris Leuthard la situazione attuale è invece soddisfacente. L'ordinanza sulle poste obbliga la Posta a proporre soluzioni alternative laddove non è tenuta a effettuare la distribuzione a domicilio. "Nessun insediamento abitato tutto l'anno rimane così completamente escluso dalla distribuzione postale", ha spiegato la ministra delle comunicazioni ricordando anche la questione dei costi, che andranno in un qualche modo finanziati.