Secondo Knecht, la produzione sostenibile dal profilo ecologico ha fatto passi da giganti negli ultimi vent'anni. Tuttavia, dall'introduzione della politica agricola nel 1994, il reddito degli agricoltori proveniente dalla produzione è diminuito sempre più, mentre a livello federale e cantonale sono stati creati numerosi posti di lavoro.
Tutto deve infatti essere controllato e, di conseguenza, si disperdono sempre più risorse nell'apparato amministrativo e di controllo. Con la politica agricola 2014-2017, sempre secondo Knecht, questa tendenza è aumentata ulteriormente.
Secondo il democentrista, i progetti per la qualità del paesaggio avviati nei cantoni vanno in una direzione totalmente sbagliata. In alcuni di questi, ad esempio, il contadino riceve un contributo di 100 franchi l'anno se ha da 5 a 20 galline, anatre od oche libere di razzolare nell'aia e altri 100 franchi se non utilizza soffiatori di fogliame a benzina. Simili esempi, a suo dire, insidiano la credibilità dell'agricoltura.
Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha dal canto suo cercato di difendere la politica agricola 2014-2017, sottolineando che i contributi per la qualità del paesaggio adempiono la richiesta - formulata a più riprese - di promuovere paesaggi rurali come come pascoli alberati, terreni da fieno selvatico, selve castanili nonché paesaggi terrazzati. "Ridurre i fondi impiegati per la qualità del paesaggio, così come richiesto dall'autore della mozione, minerebbe la credibilità della Confederazione e dei cantoni come partner contrattuali", ha aggiunto.