(ats) In futuro le emittenti radiofoniche o televisive private potrebbero vedersi ampliato il numero di concessioni, anziché ottenerne al massimo due come avviene attualmente. Il Consiglio nazionale ha adottato oggi - con 106 voti contro 72 - una mozione in tal senso della sua Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni. Il dossier passa ora agli Stati.

Oggi l'art. 44 capoverso 3 e l'art. 39 capoverso 2 della Legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) prevede la cosiddetta regola del "2+2", ovvero l'emittente o l'azienda cui questa appartiene può ricevere al massimo due concessioni radiofoniche e due concessioni televisive.

Il testo - elaborato nell'ambito della fronda condotta dalla maggioranza della commissione contro la Società svizzera di radiotelevisione - intende rafforzare sotto il profilo giuridico le offerte elettroniche del servizio pubblico al di fuori della SSR.

I mercati sono troppo spezzettati attualmente, ha indicato Regula Rytz (Verdi/BE) a nome della commissione. La maggior parte delle reti perdono attualmente telespettatori nelle zone coperte dalla loro concessione e vedono così ridursi i loro introiti pubblicitari.

La regola del "2+2" non ha più senso. Anche il Consiglio federale, pur invitando il plenum a bocciare la mozione, è disposto a proporre l'abolizione di questa clausola nella nuova legge sui media elettronici, che dovrebbe essere posta in consultazione la prossima primavera.

La ministra delle telecomunicazioni Doris Leuthard ha però tentato invano di convincere la Camera del popolo a opporsi alla mozione. "Gli stessi media interessati non vogliono questa modifica" e dal punto di vista commerciale un'estensione della zona di copertura non consentirebbe guadagni tangibili, ha ricordato la Leuthard.

A suo avviso, tale modifica della LRTV potrebbe condurre a una diminuzione del numero di regioni, ciò che porrebbe problemi dal punto di vista del federalismo. Inoltre, potrebbe provocare un aumento delle sovrapposizioni delle zone di copertura.

Il Consiglio federale vuole evitare che le emittenti televisive con partecipazione al canone si servano di questi mezzi per esercitare una concorrenza di tipo economico o che ne risultino sovrapposizioni anche nel finanziamento della copertura, ha sottolineato invano la Leuthard.

Ma alla fine il plenum non l'ha seguita e a larga maggioranza si è espresso per un ampliamento delle zone di copertura e per un'abolizione della regola del "2+2".