Oggi l'art. 44 capoverso 3 e l'art. 39 capoverso 2 della Legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) prevedono la cosiddetta regola del "2+2", ovvero l'emittente o l'azienda cui questa appartiene può ricevere al massimo due concessioni radiofoniche e due concessioni televisive.
Il testo - elaborato nell'ambito della fronda condotta dalla maggioranza della commissione contro la Società svizzera di radiotelevisione - intende rafforzare sotto il profilo giuridico le offerte elettroniche del servizio pubblico al di fuori della SSR.
I mercati sono troppo spezzettati attualmente, ha indicato Regula Rytz (Verdi/BE) a nome della commissione. La maggior parte delle reti perdono attualmente telespettatori nelle zone coperte dalla loro concessione e vedono così ridursi i loro introiti pubblicitari.
La regola del "2+2" non ha più senso. Anche il Consiglio federale, pur invitando il plenum a bocciare la mozione, è disposto a proporre l'abolizione di questa clausola nella nuova legge sui media elettronici, che dovrebbe essere posta in consultazione la prossima primavera.
La ministra delle telecomunicazioni Doris Leuthard ha però tentato invano di convincere la Camera del popolo a opporsi alla mozione. "Gli stessi media interessati non vogliono questa modifica" e dal punto di vista commerciale un'estensione della zona di copertura non consentirebbe guadagni tangibili, ha ricordato la Leuthard.
A suo avviso, tale modifica della LRTV potrebbe condurre a una diminuzione del numero di regioni, ciò che porrebbe problemi dal punto di vista del federalismo. Inoltre, potrebbe provocare un aumento delle sovrapposizioni delle zone di copertura.
Il Consiglio federale vuole evitare che le emittenti televisive con partecipazione al canone si servano di questi mezzi per esercitare una concorrenza di tipo economico o che ne risultino sovrapposizioni anche nel finanziamento della copertura, ha sottolineato invano la Leuthard.
Ma alla fine il plenum non l'ha seguita e a larga maggioranza si è espresso per un ampliamento delle zone di copertura e per un'abolizione della regola del "2+2".
Contenuti condivisi
Il Nazionale ha approvato oggi altri due atti parlamentari della CTT-CN riguardanti la SSR: ha dapprima accettato tacitamente una mozione che chiede di istituire un cosiddetto "modello di contenuti condivisi" che consenta ai media privati di utilizzare più facilmente i reportage della SSR. Quest'ultima, per quanto possibile, potrebbe proporre diverse versioni abbreviate, nonché singole basi audio originali.
Il testo precisa che "al fine di evitare abusi e di garantire l'osservanza degli obblighi legali nei confronti di terzi, la riutilizzazione di tali contenuti dev'essere disciplinata mediante una licenza di utilizzazione". Nel caso di produzioni proprie e di produzioni estere la SSR deve, se possibile, acquisire i diritti d'autore e i diritti d'uso necessari per renderle disponibili.
Il Consiglio federale, favorevole alla mozione, ha dichiarato che affronterà la questione nell'ambito della nuova legge sui media.
Numero di canali
La Camera del popolo ha pure adottato - con 101 contro 77 - un postulato che incarica il governo di indicare in che maniera sia possibile ridurre il numero di reti radiofoniche e canali televisivi della SSR.
Il Consiglio federale procederà a un'analisi in tal senso durante l'autunno quando si pronuncerà sulla nuova versione della concessione da rilasciare alla Società svizzera di radiotelevisione, ha rilevato Doris Leuthard. Ma l'offerta non dovrebbe cambiare di molto, se non per la Svizzera italiana, ha precisato.
RSI LA 2
Lo scorso autunno la SSR aveva comunicato la chiusura di RSI LA 2, nella sua forma attuale, all'inizio del prossimo decennio. Nelle intenzioni dell'azienda, il secondo canale televisivo andrebbe sostituito da una nuova offerta disponibile unicamente su Internet e denominata Web LA 2. "In ogni caso si tratterebbe di un'altra forma, più vantaggiosa, dell'offerta e, non di uno smantellamento delle prestazioni", ha precisato la Leuthard.
Secondo la consigliera federale, in questi ultimi anni la SSR non ha aumentato il numero dei suoi canali e il settore privato non dovrebbe precipitarsi per riprendere uno dei suoi mercati qualora delle emittenti radiofoniche di servizio pubblico dovessero sparire.
I promotori di una riduzione del numero di canali volevano in un primo tempo diminuire il numero di reti tematiche radiofoniche, quali Option Musique, Swiss Pop, Swiss Classic o Swiss Jazz. Ma, dopo un'approfondita discussione, una mozione in tal senso è stata ritirata.