Il Nazionale aveva adottato tacitamente l'atto parlamentare ritenendo che non vi sia motivo per cui i lavoratori paghino imposte sulla totalità dei loro redditi e non i deputati.
Per la maggioranza dei "senatori" non si tratta invece di un reddito personale occulto percepito dai parlamentari. Tali indennità forfettarie vengono infatti utilizzate in conformità al loro scopo. Se i deputati dovessero documentare tutte le spese si dovrebbe inoltre far fronte a oneri amministrativi sproporzionati.
Se si vuole rivedere le remunerazioni versate ai parlamentari, ha aggiunto Didier Berberat (PS/NE), occorrerebbe considerare la questione nel suo insieme e non in singoli punti. Attualmente sono infatti diversi gli atti parlamentari che chiedono di modificare la prassi.
Il consigliere nazionale Joachim Eder (PLR/ZG) domanda ad esempio di abolire il contributo di 180 franchi a notte per i deputati che rientrano a casa fra una seduta e l'altra. Molto simile la richiesta depositata da Andrea Martina Geissbühler (UDC/BE): chiede che l'indennità di pernottamento sia accordata soltanto su presentazione di una ricevuta.
La consigliera nazionale bernese, in un'altra iniziativa, propone inoltre di ridurre l'indennità versata agli autori delle iniziative parlamentari per il loro intervento in commissione.
Matthias Aebischer (PS/BE), infine, vuole che i parlamentari abbiano la possibilità di assumere un collaboratore personale con un grado di occupazione massimo dell'80%. Le pratiche relative all'assunzione spetterebbero ai Servizi del parlamento.