Non è sicuro che la decisione cadrà entro il primo pomeriggio di oggi visto che ben 69 oratori si succederanno alla tribuna. Qualora le discussioni odierne si prolungassero a dismisura, il dossier sarà ripreso alla fine della sessione autunnale.
L'esito della votazione popolare, che potrebbe tenersi già la prossima primavera, solleva numerosi timori tra i difensori della SSR. Il "sì" di misura alla riforma del canone radio-tv nel giugno del 2015 ha fatto trapelare un certo malumore in seno alla popolazione.
Il canone ammonta attualmente a 451,10 franchi per economia domestica. Con la sua generalizzazione entro il 2019, la fattura dovrebbe diminuire a 400 franchi, mentre le imprese il cui fatturato supera i 500'000 franchi annui, sborseranno tra 400 e 39'000 franchi.
Nel 2015, il canone ha fruttato 1,35 miliardi di franchi (al di fuori dell'IVA). Complessivamente la parte destinata alla SSR è stata di 1,235 miliardi, il resto è stato attribuito alle 34 radio e tv locali e private.
L'iniziativa popolare "Sì all'abolizione del canone radiotelevisivo (Abolizione del canone Billag"), priverebbe il servizio pubblico di questa somma. Quale alternativa, la destra propone di limitare il canone a 200 franchi per economia domestica ed esentarne le aziende. Questo controprogetto sarà sottoposto al popolo quale controproposta all'iniziativa, o da solo se quest'ultima fosse ritirata.
Nella commissione preparatoria questa opzione è stata per il momento respinta. La sinistra, il PPD e diversi parlamentari di centro-destra, romandi in particolare, non vogliono lanciarsi in un'operazione di smantellamento della SSR e del servizio pubblico radiotelevisivo. La libera concorrenza tra i media promossa dagli iniziativisti non li convince.
Sull'altro fronte i toni cominciano a salire, preludio a una campagna feroce in favore dell'iniziativa. Prima della votazione, entro la fine dell'anno, il governo dovrebbe presentare un nuovo progetto della concessione rilasciata alla SSR. Dovrebbe inoltre sottoporre in consultazione una nuova legge sui media elettronici durante la primavera del 2018.