A perderci sarebbero i cantoni di Basilea Città (-1 seggio) e in particolare quelli di Vaud e Ginevra (-3 ciascuno). Lo ha dichiarato oggi il Cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr, rispondendo a un quesito di Manfred Bühler (UDC/BE) durante la tradizionale "Ora delle domande" al Nazionale. Per il canton Ticino e i Grigioni non cambierebbe invece nulla.
Thurnherr ha spiegato che la ripartizione dei seggi alla Camera del popolo avviene sin dal 1848 in funzione dell'evoluzione demografica di tutta la popolazione residente nei cantoni, stranieri compresi.
Alle prossime elezioni federali del 20 ottobre 2019, per esempio, Ginevra e Vaud disporranno ciascuno di un seggio in più, a scapito di Berna e Lucerna. Lo ha stabilito di recente il Consiglio federale, basandosi sui dati dell'Ufficio federale di statistica (UST).
La ripartizione delle poltrone è attualmente calcolata ogni quattro anni secondo le rilevazioni effettuate nell'anno successivo alle ultime elezioni per il rinnovo integrale del Consiglio nazionale, ovvero nel 2016.
La Costituzione prevede che i 200 seggi della Camera del popolo siano ripartiti tra i cantoni proporzionalmente alla loro popolazione, precisando che ognuno di loro ha comunque diritto ad almeno un seggio. Il canton Ticino attualmente ne conta 8, i Grigioni 5.
Di recente, il politologo ticinese Nenad Stojanovic aveva dichiarato che "se si contassero i frontalieri, il Ticino otterrebbe due seggi in più", ovvero 10.