Secondo il consigliere agli Stati ticinese, gli Svizzeri all'estero necessitano di un conto bancario nella Confederazione per la stipulazione dell'assicurazione malattie, il versamento dell'AVS, le spese del soggiorno nel Paese di provenienza oppure per la gestione delle entrate e delle uscite legate a un immobile.
Dal 2008 - ossia dallo scoppio della crisi finanziaria - è però sempre più difficile per loro aprire o mantenere una relazione bancaria, poiché le banche elvetiche spesso non li accettano come clienti. Quando vengono accettati si vedono inoltre di frequente confrontati con spese notevolmente superiori a quelle richieste alle persone residenti in Svizzera.
Per il "senatore", vicepresidente dell'Associazione degli Svizzeri all'estero che rappresenta oltre 700 mila connazionali espatriati, le lamentele di questi ultimi circa le difficoltà di avere un conto in Svizzera sono ormai una costante da nove anni.
È per questo che Lombardi chiede che le banche di rilevanza sistemica garantiscano a tutti i cittadini svizzeri di poter aprire o intrattenere una relazione bancaria alle usuali condizioni di mercato.
A detta di Lombardi, è ora di finirla con questa discriminazione degli espatriati, tanto più che molti di essi - oltre a votare in Svizzera - emigrano solo per un periodo limitato. La mozione del "senatore" ticinese ha anche come obiettivo di svegliare dal loro torpore il settore bancario, affinché trovi finalmente da sé una soluzione percorribile al problema. "Una simile soluzione concordata sarebbe da preferire", ha dichiarato.
Anche Konrad Graber (PPD/LU) ha sostenuto la mozione - sottoscritta da 35 "senatori" - deluso dal fatto che il settore bancario non abbia finora trovato una soluzione ad un quesito annoso.
Ruedi Noser (PLR/ZH), spalleggiato dal consigliere federale Ueli Maurer, ha invece tentato di convincere il plenum di respingere la mozione che, a suo dire, rappresenta un'eccessiva restrizione alla libertà economica della banche, le quali devono essere libere di decidere se avere o meno come cliente una determinata persona. Egli ha anche sostenuto che non vi è alcuna discriminazione nei confronti degli espatriati dal momento che nemmeno chi risiede in Svizzera ha il diritto di vedersi aprire un conto presso una banca se non soddisfa determinati requisiti.
Il ministro delle finanze Maurer ha invece dichiarato che non si possono obbligare le banche ad assumersi dei rischi - vedi clienti Svizzeri residenti negli Stati Uniti - quando negli ultimi anni si è fatto di tutto a livello legislativo affinché minimizzassero determinati problemi (per esempio aumentando i fondi propri ecc.).
A suo avviso, inoltre, il problema non è così acuto come come vuol fra credere Lombardi. Dopotutto, ha aggiunto, gli Svizzeri che emigrano devono adeguarsi alle leggi del Paese che li ospita. Per Maurer, la mozione rappresenta un mezzo sbagliato che porta in un vicolo cieco. A suo parere vi sono altre soluzione, concordate con le banche, per risolvere determinate difficoltà.
Al voto, tuttavia, la mozione Lombardi ha ottenuto una maggioranza confortevole. Resta da vedere se il Nazionale sarà della stessa opinione.