(ats) "Si dice spesso che c'è un tempo per tutto. Bisogna saper ascoltare e rispettare il tempo" e io "ho sentito che è arrivato il tempo di partire", così ha esordito il consigliere federale e ministro degli esteri uscente Didier Burkhalter, visibilmente emozionato, nel suo discorso di commiato davanti all'Assemblea federale. Il neocastellano ha ruotato attorno a due concetti: il tempo e il rispetto.

Dopo aver fatto i ringraziamenti di rito, alle istituzioni del Paese, nonché ai membri dell'Assemblea federale e a tutti gli svizzeri, Burkhalter ha affermato che "uno dei segreti della Svizzera da conservare preziosamente è quello di infondere a qualsiasi maggioranza il rispetto per tutte le minoranze".

Il consigliere federale augura a tutti "tanto coraggio e lungimiranza per il futuro". "Vedo tanti segnali di rispetto come stelle nel cielo, che possono essere suddivisi in tre tempi: un giorno, un anno e poi tutto il tempo di questi ultimi anni", ha continuato.

Un giorno: il 9 febbraio 2014, è stato il tempo per i Cantoni di parlare, per mostrare che c'era una preoccupazione. Anche qui non si è dimenticato il rispetto, quando si è cercato di non spezzare il Paese, il rispetto nel fatto che una soluzione poteva essere trovata, il rispetto di riconoscere che la prosperità e la sicurezza elvetica dipendono anche dai nostri Paesi partner, ha dettagliato Burkhalter.

Un anno: il 2014, quando la Svizzera ha avuto la presidenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Lì abbiamo capito che dobbiamo assumerci le nostre responsabilità mettendo la neutralità al servizio del mondo, ha sottolineato il ministro degli esteri.

Tutto il tempo: la guerra in Siria, immagini di bambini, giovani e donne, le loro facce quando hanno ricevuto un aiuto, anche svizzero.

"Ho messo tutto il mio impegno nella funzione di consigliere federale, ho visto tanto sconforto ma anche tanta speranza", ha ammesso Burkhalter. "Il mio auspicio: continuate a coltivare il rispetto per le differenze".

Un'ultima parola, il consigliere federale uscente l'ha voluta dedicare alla sua famiglia: "se sono riuscito a reggere è grazie anche a mia moglie Friedrun Sabine e a tutta la mia famiglia. Grazie per aver scelto di amare la Svizzera".

Il suo discorso è stato seguito da un applauso generale da parte di tutti i presenti.