Secondo Reimann, l'attuale arsenale di leggi e provvedimenti non è sufficiente per lottare contro il terrorismo. Il campo di applicazione del divieto di esercitare attività da mercenario va esteso per contrastare coloro che partono all'estero per la jihad.
Chiunque recluti persone per servire gli interessi di una potenza straniera nel quadro di un'istituzione militare o paramilitare, oppure vi faccia parte dovrebbe essere punito con una pena di cinque anni di reclusione. Tale pena si applicherebbe anche se l'infrazione è stata commessa all'estero.