Contro il parere del Consiglio federale, essa chiede che venga conferito al Dipartimento federale della difesa (DDPS) il mandato di elaborare da subito il rapporto sulla politica di sicurezza e, in caso di cambiamenti importanti, di presentarne rapidamente una versione aggiornata sotto forma di rapporto dipartimentale.
Attualmente, ogni cinque o sei anni, il governo fa il punto della situazione dal punto di vista della sicurezza. Il ministro della difesa Guy Parmelin, presentando il rapporto ai media lo scorso mese di agosto, si era chiesto se non occorresse cambiare la prassi, favorendo documenti più brevi, più attuali e più prospettici.
Il Consiglio degli Stati, che deve ancora occuparsi del dossier, ha pure invitato a una tale revisione. Dal canto suo, il Consiglio federale si è rifiutato delegarne la redazione al DDPS. A suo avviso, si tratterebbe di una violazione del principio della collegialità.
Il governo si è detto disposto a discutere della forma che dovranno avere in futuro i rapporti sulla politica di sicurezza della Svizzera, ma i documenti dovranno continuare a contenere valutazioni e intenzioni del Consiglio federale e non quelle di un singolo dipartimento.
L'elaborazione di questi rapporti è affidata al DDPS, ma sono coinvolti anche gli altri dipartimenti, la Cancelleria federale e i Cantoni. Il governo ha ricordato che la politica di sicurezza non è unicamente riconducibile alla difesa: vi sono aspetti legati alla politica estera (DFAE), al servizio delle attività informative e alla protezione della popolazione (DDPS), alla politica economica e al servizio civile (DEFR), alla polizia (DFGP), nonché all'amministrazione delle dogane (DFF).
Oggi il Nazionale ha intanto preso atto del rapporto sulla politica di sicurezza 2016, dal quale risulta che la situazione è chiaramente peggiorata dal 2010, in particolare per quanto riguarda le relazioni Est-Ovest, il terrorismo, le cyber-minacce e la combinazione dei rischi. Alcuni oratori hanno deplorato il fatto che in taluni punti non sia stato fatto un esame più approfondito.