L'atto parlamentare mira anche a semplificare e velocizzare i procedimenti giudiziari in materia stabilendo dei termini nella legislazione, ad adeguare le sanzioni alle dimensioni delle imprese e alle loro capacità di sopportarne le conseguenze, nonché a introdurre una indennità per quelle che vengono prosciolte.
È importante migliorare la situazione delle PMI nelle inchieste giudiziarie in materia di concorrenza, ha sostenuto Pirmin Bischof (PPD/SO) a nome della commissione. È necessario accelerare le procedure che oggi possono durare anche 10 anni, un lasso di tempo che può compromettere la loro sopravvivenza, ha sostenuto il solettese.
Per la minoranza la mozione diminuirà l'efficacia degli strumento giuridici esistenti. Per sgravare le PMI e accelerare i procedimenti si dovrebbe prevedere delle misure a livello organizzativo, ha sostenuto Christian Levrat (PS/FR). La proposta in discussione rimette invece in causa il dispositivo stesso di lotta e prevenzione contro i cartelli, ha aggiunto.
Anche il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha condiviso questo argomento sostenendo che è sì auspicabile una velocizzazione delle procedure, ma che queste devono tenere conto della complessità dei dossier. Fissare dei termini rischierebbe di compromettere la qualità delle inchieste e delle decisioni della COMCO e dei tribunali, ha spiegato il ministro dell'economia.
La possibilità di informare sulle inchieste in corso è nell'interesse pubblico: in questo modo le vittime possono partecipare all'inchiesta. Quanto alla proporzionalità delle pene, la legge attuale prevede già dei limiti massimi (10% del fatturato conseguito in Svizzera), ha sostenuto, invano, Schneider-Ammann.