(ats) È in pieno svolgimento al Consiglio degli Stati il dibattito sul preventivo 2018 della Confederazione. Quest'anno, a causa della bocciatura alle urne della Previdenza 2020, le discussioni ruoteranno anche attorno ai 442 milioni di franchi risparmiati.

La competente commissione del Nazionale vorrebbe attribuire tale somma all'AVS, mentre l'omologa degli Stati vorrebbe finanziare con parte dei soldi la ferrovia, destinando il rimanente all'abbattimento del debito. Non è escluso che per dirimere la "vexata quaestio" sarà necessaria una conferenza di conciliazione: qualora non si riuscisse a trovare un accordo, passerà il preventivo più basso.

Il progetto governativo, presentato nel giugno scorso dal Consiglio federale, prevede per l'anno prossimo una chiusura pressoché in pareggio con 71,322 miliardi di franchi di entrate e uscite per 71,219 miliardi.

Come per ogni sessione invernale, i due rami del Parlamento devono approvare il preventivo della Confederazione. Oggi toccha ai "senatori" pronunciarsi per la prima volta sul tema, mentre il Nazionale si esprimerà domani. In quest'ultima camera il dibattito si preannuncia particolarmente accesso, visto che vi sono almeno 80 proposte di minoranza rispetto alla versione della commissione preparatoria.

"Si tratta probabilmente di un record, ma ciò assomiglia più a un suk o un bazar anziché una discussione parlamentare", ha deplorato il "senatore" Raphaël Comte (PLR/NE), facendo un appello a un dibattito più razionale alla Camera dei cantoni.

Come sempre, i crediti più contestati sono quelli riguardanti l'aiuto allo sviluppo, l'agricoltura, la formazione e la ricerca, la difesa nazionale e il personale federale, ha ricordato Joseph Dittli (PLR/UR). Il "senatore" urano non ha nascosto che spesso sono le lobby in Parlamento a far pendere la bilancia in favore o contro un determinato credito.