La legge sulla sicurezza delle informazioni crea un quadro legale formale unitario, per tutte le autorità federali, nell'ambito della protezione delle informazioni e la sicurezza nell'impiego di mezzi informatici. Le norme concernono in primo luogo organismi come il Parlamento, i tribunali della Confederazione, il Ministero pubblico della Confederazione e la Banca nazionale.
I privati e l'economia sono interessati dalla legge unicamente quando esercitano attività sensibili sotto il profilo della sicurezza su mandato delle autorità federali.
Secondo il consigliere federale Guy Parmelin è importante creare delle basi per la sicurezza dell'informazione, che permettano di colmare le lacune esistenti e ottimizzare tutto il settore. "Non si tratta di una legge rivoluzionaria", ma serve uno standard minimo applicabile a tutte le autorità, ha detto. La maggioranza dei consiglieri gli Stati ha appoggiato questa visione.
La commissione, per la quale ha parlato fra gli altri Isidor Baumann (PPD/UR), ha sottolineato la bontà del progetto e l'ampio sostegno in consultazione, ma ha suggerito ai "senatori" di modificare il testo dell'esecutivo, in particolare nell'ambito dell'utilizzo del numero AVS.
Più precisamente, si è proposto che chiunque rientri nel campo di applicazione della legge possa utilizzare sistematicamente tale numero quale identificatore personale. I "senatori" hanno approvato tacitamente la modifica.
Per quanto riguarda i controlli di sicurezza relativi ai collaboratori esterni dell'Amministrazione federale, questi ultimi dovranno obbligatoriamente essere sottoposti a verifiche se esercitano attività della Confederazione sensibili sotto il profilo della sicurezza.
L'esecuzione, l'efficacia e l'economicità della nuova legge dovrà essere verificata, attraverso controlli periodici, da un organismo indipendente.