Christian Levrat (PS/FR), a nome della commissione, ha sottolineato l'importanza del dialogo e delle relazioni con l'Eritrea. La strategia del Consiglio federale si basa su un approccio graduale, un passo per volta. Il testo originale chiedeva l'apertura immediata di un'ambasciata, cosa che secondo la maggioranza risultava eccessiva, mentre il testo modificato, che parla semplicemente di presenza diplomatica, permette questo approccio graduale.
La nuova formulazione non preclude inoltre assolutamente la possibilità di aprire in futuro un'ambasciata in Eritrea e risulta quindi positiva anche da questo punto di vista.
Una minoranza - per la quale ha parlato fra gli altri Thomas Minder (indipendente/SH) - ha però continuato a sostenere l'apertura di un'ambasciata, giustificandola con l'importante presenza di Eritrei in Svizzera e con la necessità di rafforzare il dialogo fra i due Paesi. Didier Berberat (PS/NE) ha replicato che non è compito del Parlamento forzare il governo ad aprire un'ambasciata. Inoltre, l'esistenza di quest'ultima non garantisce da sola un freno all'immigrazione.
Dal canto suo, il consigliere federale Ignazio Cassis ha sottolineato il problema rappresentato dall'Eritrea, che provoca sempre accesi dibattiti alle Camere federali. La domanda da porsi è però se con le proposte che arrivano tale problema può essere risolto. Secondo il governo, un'ambasciata non è una soluzione, ma i contatti con il Paese devono essere aumentati. Per tale ragione la versione modificata del testo è vista come positiva.
Il ministro degli esteri ha anche fatto notare che si è già al lavoro per migliorare i rapporti e non ha escluso un giorno di visitare personalmente lo Stato africano.
Sempre riguardo all'Eritrea, i "senatori" vogliono sostenere sul piano politico, finanziario e delle risorse umane i molteplici sforzi intrapresi dalle Nazioni unite per migliorare la situazione. Per tale ragione hanno tacitamente approvato una mozione in questo senso del consigliere nazionale Manuel Tornare (PS/GE).
La maggioranza dei consiglieri agli Stati ha sostenuto che, siccome la Confederazione appoggia già attivamente i progetti dell'ONU relativi al Paese africano, è logico proseguire su questa strada. Nello Stato in questione da molti anni vengono commessi crimini contro l'umanità in modo generalizzato, fra cui schiavitù, sparizioni forzate, torture e omicidi.