Se il "sì" degli Stati era scontato (è giunto con 40 voti senza opposizioni), c'è stata incertezza sul benestare del Nazionale, che alla fine è giunto con 108 voti contro 69 e 15 astenuti. La Camera del popolo aveva infatti per ben tre volte rifiutato il sostegno destinato principalmente alle centrali idroelettriche obbligate a vendere la corrente sottocosto a causa del basso livello dei prezzi sul mercato.
Oggi, al Nazionale, una minoranza composta da parte dei gruppi UDC e PLR ha tentato di far naufragare la riforma: "il progetto in discussione è un regalo di Natale ai consigli d'amministrazione delle aziende elettriche", ha sostenuto Christian Imark (UDC/SO). Conseguenza: il prezzo dell'elettricità aumenterà per il consumatore finale.
"Quello trovato non è sicuramente un buon compromesso, ma bisogna considerare l'insieme del progetto e ingoiare il boccone amaro", ha replicato Hans Grunder (PBD/BE). Riprendere i lavori da zero consterebbe infatti ancora di più.
La revisione in discussione è fondamentale, occorre creare sicurezza giuridica per garantire gli investimenti necessari, ha sostenuto la ministra dell'energia Doris Leuthard, ricordando che se il sostegno alle centrali idroelettriche è discutibile, esso è limitato nel tempo.
Il progetto - elaborato sotto forma di modifica delle leggi sugli impianti elettrici e sull'approvvigionamento elettrico - comprende anche altri punti, che non erano contestati. Tra questi figura la modernizzazione della rete elvetica. In alcuni tratti è infatti vecchia di oltre 40 anni e presenta congestioni, destinate ad accentuarsi a causa della decentralizzazione della produzione di corrente.