(ats) Anche le cure ambulatoriali, come già avviene in ambito ospedaliero, vanno sottoposte a criteri di qualità. Lo ritiene la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N), che ha ripescato alcuni punti di un progetto affossato in giugno dal Consiglio degli Stati.

Nel settore ambulatoriale, le tariffe e i prezzi vanno stabiliti in funzione della remunerazione dei medici che forniscono la prestazione "nella qualità necessaria, in modo efficiente e vantaggioso". Questo principio è già applicato nell'ambito ospedaliero ed ha permesso un confronto standardizzato dei dati sulle prestazioni.

La Commissione propone inoltre che i fornitori di prestazioni e gli assicuratori siano obbligati a stipulare convenzioni nazionali sulla qualità. Queste andranno verificate dalla Confederazione e saranno vincolanti per tutti i fornitori, pena il non rimborso della prestazione.

La Csss-N ha poi interrotto l'esame della proposta nell'attesa di sentire il parere di cantoni e assicuratoti. I lavori riprenderanno in aprile quando si dovrà discutere le modalità di finanziamento. Il progetto ha costi stimati in 20 milioni di franchi l'anno.

La Csss-N si è poi occupata del tariffario TARMED per le prestazioni mediche ambulatoriali, che necessita di una revisione. In vigore dal 2004, la griglia tariffale attuale è infatti obsoleta. Avrebbe già dovuto essere sostituita, ma ospedali, medici e assicuratori non sono riusciti a mettersi d'accordo.

Ora la commissione propone che i partner coinvolti fondino un'organizzazione che si occupi delle strutture tariffali. Se questi non dovessero giungere a un accordo, toccherebbe allora al Consiglio federale, dopo aver preso conoscenza dei dati necessari, istituire tale organizzazione.

La Csss-N auspica anche la creazione di un meccanismo di controllo dei costi e delle prestazioni per contrastare l'aumento delle spese sanitarie.