Le modifiche alla legge si prefiggono in particolare di migliorare lo scambio di informazioni tra il Controllo federale delle finanze (CDF) e i Dipartimenti interessati, gli uffici, il Consiglio federale, la Delegazione delle finanze e le Commissioni della gestione.
Nel novembre 2014 le Commissioni delle finanze e quelle della gestione delle Camere federali hanno pubblicato un rapporto sull'interruzione del progetto informatico INSIEME, contenente anche diverse raccomandazioni. Il Parlamento chiedeva, inoltre, in una mozione che i risultati delle verifiche del CDF venissero fatti conoscere meglio.
La revisione chiarisce inoltre il rapporto tra il CDF e i servizi di revisione interna dell'Amministrazione federale. Una revisione tra pari (peer review) svolta nel 2015 dalla Corte dei conti europea sul CDF ha evidenziato che l'attuale situazione non soddisfa pienamente le pratiche di buon governo stabilite dall'Organizzazione internazionale delle istituzioni superiori di controllo delle finanze pubbliche.
"Il disegno proposto dal governo rispetta le richieste delle Camere e anche gli standard internazionali nel settore. Per questo è necessario approvarlo", ha dichiarato Philipp Hadorn (PS/SO) a nome della commissione. "Le modifiche portano praticamente solo vantaggi, e non prevedono spese supplementari o tagli", ha aggiunto Jean-Pierre Grin (UDC/VD). Per questo la commissione si è schierata all'unanimità in favore del testo.
Una proposta di minoranza sostenuta dai democentristi, volta a sottoporre le comunicazioni pubbliche a riserva in caso di oggetti ancora in discussione in Parlamento, è stata respinta con 112 voti a 72 e un astenuto. "Il CDF non si deve immischiare in argomenti politici influenzandone gli andamenti", ha sostenuto vanamente Peter Keller (UDC/NW).
"Una società democratica necessita di un'autorità di controllo trasparente, che comunichi senza limitazioni e in modo indipendente, poiché i cittadini hanno diritto a essere informati", ha replicato Cesla Amarelle (PS/VD). "Il CDF è indipendente da governo e Parlamento e, nonostante un tempismo non ottimale avuto in passato, non deve essere censurato", ha aggiunto Albert Vitali (PLR/LU).