Secondo l'autore dell'atto parlamentare, non c'è motivo di negare alla stampa, col pretesto della protezione della personalità, le informazioni sulle attività di viaggio dei membri del Parlamento che viaggiano a spese dei contribuenti. "Non si capisce cosa ci sia di così personale in un viaggio ufficiale, che avviene nell'ambito di un mandato per il Consiglio d'Europa, l'OSCE, la CPE o altre commissioni o istituzioni", sostiene Heer.
La palla passa ora nelle mani del Consiglio degli Stati, la cui commissione preparatoria si è già detta contraria all'iniziativa. "I parlamentari partecipano a questi viaggi non a titolo privato bensì su mandato di un'istituzione. Una suddivisione delle informazioni per persona non è rilevante ma favorirebbe solo un certo voyeurismo", aveva fatto notare la commissione.