I valori limite di emissione stabiliti nell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico già offrono strumenti sufficienti per proseguire la riduzione attuata finora in questo ambito, ha sostenuto il promotore del testo, aggiungendo che l'abolizione della tassa consentirebbe di ridurre i costi amministrativi e finanziari per le aziende.
Se liberati nell'aria, i COV possono avere effetti nocivi sia per l'uomo che per l'ambiente, ha ricordato la ministra dell'ambiente Doris Leuthard, precisando che sono precursori dell'ozono a basse quote e contribuiscono all'aumento dell'inquinamento da polveri fini.
Secondo il governo, i risultati finora raggiunti nella riduzione delle emissioni di COV sono da ricondurre alla combinazione della tassa d'incentivazione con le prescrizioni dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico, come pure alle prescrizioni sui gas di scarico per i motori.
Inoltre, le aziende industriali che hanno adottato misure di riduzione delle emissioni di COV sono esentate dalla tassa. L'abolizione comporta il rischio che le emissioni di COV aumentino nuovamente e mettano in discussione i successi già raggiunti, ha messo in guardia invano Leuthard.