In base al testo, Berna dovrebbe intervenire attivamente prevedendo finanziamenti diretti (via la politica regionale o la perequazione finanziaria) o ridefinendo il servizio universale nelle regioni dove le aziende di telecomunicazione non vogliono installare il collegamento internet via cavo per ragioni di mercato.
A nome della commissione, Olivier Français (PLR/VD) ha invitato i colleghi a bocciare l'iniziativa ticinese. La questione è stata studiata a fondo, ma non bisogna dimenticare che un progetto di revisione della legge sulle telecomunicazioni (LTC) sarà sottoposto al Parlamento entro l'autunno. La problematica, insomma, potrà essere trattata in quel momento.
È vero che la questione può essere trattata durante la revisione della LTC, ma ciò avverrà solo se si approverà questa iniziativa, ha replicato Fabio Abate (PLR/TI). Detto in altre parole, il testo ticinese rappresenterebbe una sorta di mezzo per far pressione sul Parlamento affinché integri le rivendicazioni ticinesi nella legge.