(ats) Il segreto d'ufficio non sarà allentato per meglio proteggere i cosiddetti "whistleblower", ovvero coloro che, all'interno di un'amministrazione statale, si rivolgono all'opinione pubblica per denunciare vicende poco edificanti. Con 135 voti contro 43, il Consiglio nazionale ha affossato oggi una mozione del "senatore" Claude Janiak, che la Camera dei cantoni aveva adottato lo scorso giugno.

Il testo aveva come obiettivo la modifica del Codice penale affinché in futuro la violazione del segreto d'ufficio non venga perseguita, se le informazioni rivelate rispondono a un interesse preponderante.

Stando al consigliere agli Stati basilese, nella sua forma odierna il segreto d'ufficio ostacola la cooperazione tra autorità pubbliche e "whistleblower". Per gli impiegati statali, non è sovente chiaro quali dati possano essere ceduti ad altre autorità pubbliche e quando invece, agendo in questo modo, commettono un'infrazione.

Oggi in aula la mozione è stata difesa unicamente dal Partito socialista. Per gli schieramenti borghesi e i Verdi, una persona non dovrebbe poter giudicare da sola se l'informazione ha un interesse pubblico preponderante. Inoltre, il segreto d'ufficio garantisce che dati personali sensibili trattati dalle autorità non possano essere trasmessi senza autorizzazione.