La soluzione proposta dalla maggioranza vuole essere un compromesso fra una proroga di durata illimitata e una di tre anni, si legge in una nota dei servizi del parlamento.
Il progetto, scaturito da un'iniziativa parlamentare di Dominique de Buman (PPD/FR), proponeva inizialmente una prolungamento senza limite nel tempo. Una grossa minoranza della commissione continua a sostenere questa soluzione.
A suo avviso, è fondamentale garantire un sostegno agli alberghi, confrontati con grossi problemi. L'aliquota speciale deve essere concepita come un aiuto duraturo a un settore confrontato con la concorrenza internazionale. Con un'IVA a tasso normale gli alberghi svizzeri subirebbero un carico supplementare di 200 milioni di franchi, ciò che non sarebbe sostenibile.
Nel corso della consultazione, PBD, PPD e UDC si sono schierati a favore di una proroga illimitata, così come 15 cantoni, fra i quali Ticino e Grigioni. L'Unione svizzera dei contadini, Gastrosuisse e Hotelleriesuisse sostengono questa soluzione.
Plr e Verdi Liberali si oppongono per contro a qualsiasi proroga dopo il 2017. Il tasso speciale non consentirà di risolvere in modo duraturo i problemi del settore alberghiero. Per questi due partiti, bisogna approfittare dell'occasione per dare una nuova chance a un modello di IVA a tasso unico. Se la loro posizione non dovesse raccogliere consensi, si dicono favorevoli a una proroga di tre anni.
Questa soluzione è sostenuta da PS, sindacati e undici cantoni. Per loro, l'aliquota speciale rappresenta un trattamento privilegiato che deve essere regolarmente riesaminato e restare sotto sorveglianza politica.
Una stretta maggioranza della commissione ha quindi deciso di percorrere una via di mezzo. L'opzione di una proroga di 10 anni è stata sostenuta in consultazione dall'Unione svizzera arti e mestieri (Usam) e dal Centre patronal.