(ats) Non è opportuno consentire a persone vittime di discriminazione di rivolgersi più facilmente alla giustizia. Il Consiglio nazionale - seppur di misura, per 92 voti a 91 e con il voto decisivo del presidente Jürg Stahl (UDC/ZH) - ha affossato oggi una mozione che preconizzava la creazione di un piano d'azione concreto per proteggere lesbiche, gay, bisessuali, transgender e persone intersessuate (LGTBI) dalle discriminazioni.

"Questa mozione è inutile", ha dichiarato il consigliere nazionale Yves Nidegger (UDC/GE). A suo avviso, se vi sono pochi contenziosi davanti alla giustizia relativi a tali discriminazioni, non è perché le presunte vittime non osano parlarne.

Il gruppo democentrista, nonché una maggioranza di deputati del PLR e del PPD, non ha voluto elaborare un nuovo piano d'azione, visto che - come ha spiegato la consigliera federale Simonetta Sommaruga - alcune raccomandazioni del Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU) sono già state trattate nell'ambito di progetti in corso.

Lo scopo era colmare le lacune messe in risalto da un recente studio del CSDU, traducendole in atti concreti. "Non vogliamo caricare l'amministrazione di oneri supplementari, ma sosteniamo tali misure", ha sottolineato invano Rebecca Ruiz (PS/VD).

Secondo lo studio, le più gravi lacune rilevate riguardano la protezione delle LGBTI. L'accesso di tali persone alla giustizia va migliorato. Oltre alle minoranze sessuali, alcune carenze osservate concernono anche altri gruppi.