La ticinese domandava una modifica del Codice delle obbligazioni per fare in modo che non fosse più possibile versare salari nella moneta unica europea nella Confederazione. Secondo la consigliera nazionale ticinese, versando gli stipendi imperativamente in moneta locale, ossia in franchi svizzeri, si potrebbe combattere il dumping salariale e la discriminazione tra lavoratori soprattutto nelle regioni di frontiera.
Per la maggioranza un divieto sarebbe eccessivo e non permetterebbe neppure di risolvere il problema. Nonostante il provvedimento proposto, anche il salario versato in franchi svizzeri potrebbe infatti essere ridotto adducendo il motivo della diminuzione del tasso di cambio con l'euro, ha spiegato la consigliera federale Simonetta Sommaruga.
Inoltre, ha precisato la ministra di giustizia e polizia, gli stipendi minimi fissati nei contratti collettivi di lavoro devono essere rispettati a prescindere dalla valuta in cui sono versati e dal tasso di cambio. Laddove non esistono contratti collettivi che fissano salari minimi, le commissioni tripartite possono per altro già ora intervenire in caso di dumping salariale e chiedere l'introduzione di contratti normali di lavoro con retribuzioni minime vincolanti.