In agenda pure un'iniziativa parlamentare di Andrea Caroni (PLR/AR) con la quale si chiede che i padri possano fissare più facilmente le vacanze in prossimità della nascita del proprio figlio.
L'iniziativa "Per un congedo di paternità ragionevole - a favore di tutta la famiglia" chiede una pausa di almeno quattro settimane che i papà potrebbero prendere in maniera flessibile nell'anno che segue la nascita di un figlio. Sul modello del congedo maternità, tale congedo sarebbe finanziato tramite le indennità di perdita di guadagno (IPG). Tale testo è sostenuto solo dalla sinistra.
La Camera dei cantoni potrebbe preferirle l'iniziativa parlamentare della sua commissione preparatoria, una sorta di controprogetto indiretto. Presentato come un compromesso, il testo propone un congedo paternità di due settimane, durante il quale i padri percepirebbero l'80% dello stipendio. Tale congedo sarebbe da prendere nei sei mesi che seguono la nascita di un figlio, in un solo blocco o sotto forma di singole giornate. Sarebbe pure finanziato con le IPG: costo stimato 230 milioni a fronte di 400-450 milioni per l'iniziativa popolare.
Il Governo, così come PLR e UDC, è contrario ai due progetti. Il Consiglio federale preferisce privilegiare lo sviluppo di un'offerta di custodia extra-famigliare e parascolastica, che presenta un miglior rapporto costi-benefici. Secondo l'esecutivo, le soluzioni individuali a livello di contratti collettivi o di aziende offrono una maggiore flessibilità rispetto al congedo paternità introdotto per legge. A suo avviso, il datore di lavoro e il dipendente possono elaborare una soluzione insieme.
Per la destra del Parlamento, le assicurazioni sociali non sono attualmente in grado di sopportare gli oneri supplementari derivanti da un congedo paternità. In questo contesto, Andrea Caroni ha depositato un'iniziativa parlamentare per un congedo per i padri "fai da te". Secondo il "senatore" appenzellese, i papà dovrebbero poter fissare più facilmente le ferie in prossimità della nascita del proprio figlio. Dovrebbero insomma prenderle entro un determinato lasso di tempo prima o dopo il parto.
Ma la sua idea non ha fatto breccia in commissione, che l'ha respinta con 6 voti senza opposizione e 7 astenuti. Secondo la maggioranza, i desideri di un dipendente in fatto di fruizione dei giorni di vacanza sono già debitamente considerati dalla legge.