(ats) Con 119 voti contro 71 e due astensioni, il Consiglio nazionale ha approvato oggi la convenzione contro la doppia imposizione conclusa con l'Arabia Saudita. Il dossier era stato sospeso nel dicembre 2018 dopo l'assassinio del giornalista Jamal Khashoggi, avvenuta nel consolato saudita di Istanbul.

La commissione preparatoria aveva ritenuto che questo assassinio rendesse necessario un riesame approfondito delle relazioni tra Svizzera e Arabia Saudita.

Nel frattempo un rapporto presentato dal Consiglio federale ha convinto la maggioranza che si tratta di una convenzione importante sul piano economico e politico. La Svizzera, è stato sottolineato, potrà far sentire la sua voce in merito ai diritti dell'uomo e alla parità dei sessi solo continuando il dialogo con l'Arabia Saudita.

La sinistra ha invece criticato l'accordo, affermando che il governo persegue obiettivi essenzialmente di carattere economico e non dispone di una strategia politica solida nei confronti di Riad. La sua proposta di rinviare il dossier all'esecutivo è però stata bocciata con 120 voti contro 66.

Firmata a Riad il 18 febbraio del 2018, la convenzione era stata accolta favorevolmente dai Cantoni e dagli ambienti interessati dell'economia. Essa prevede "normative vantaggiose" per l'imposizione internazionale degli utili delle imprese e di altri redditi.

Recepisce inoltre diverse disposizioni elaborate nel quadro del progetto dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e del G20, volte a contrastare l'erosione della base imponibile (evasione fiscale) e il trasferimento degli utili.

Il documento contempla anche una disposizione per l'assistenza amministrativa secondo gli standard internazionali in materia di scambio di informazioni su richiesta. Riad è il secondo partner commerciale della Svizzera nel mondo arabo, dopo gli Emirati Arabi Uniti.

Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.