La commissione preparatoria aveva ritenuto che questo assassinio rendesse necessario un riesame approfondito delle relazioni tra Svizzera e Arabia Saudita.
Nel frattempo un rapporto presentato dal Consiglio federale ha convinto la maggioranza che si tratta di una convenzione importante sul piano economico e politico. La Svizzera, è stato sottolineato, potrà far sentire la sua voce in merito ai diritti dell'uomo e alla parità dei sessi solo continuando il dialogo con l'Arabia Saudita.
La sinistra ha invece criticato l'accordo, affermando che il governo persegue obiettivi essenzialmente di carattere economico e non dispone di una strategia politica solida nei confronti di Riad. La sua proposta di rinviare il dossier all'esecutivo è però stata bocciata con 120 voti contro 66.
Firmata a Riad il 18 febbraio del 2018, la convenzione era stata accolta favorevolmente dai Cantoni e dagli ambienti interessati dell'economia. Essa prevede "normative vantaggiose" per l'imposizione internazionale degli utili delle imprese e di altri redditi.
Recepisce inoltre diverse disposizioni elaborate nel quadro del progetto dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e del G20, volte a contrastare l'erosione della base imponibile (evasione fiscale) e il trasferimento degli utili.
Il documento contempla anche una disposizione per l'assistenza amministrativa secondo gli standard internazionali in materia di scambio di informazioni su richiesta. Riad è il secondo partner commerciale della Svizzera nel mondo arabo, dopo gli Emirati Arabi Uniti.
Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.