La Convenzione del Consiglio d'Europa contro il traffico di organi umani, firmata dalla Confederazione nel novembre 2016 e in attesa di ratifica, consente di perseguire più efficacemente le persone e le organizzazioni criminali coinvolte in simili transazioni. Tale convenzione è essenziale per la lotta contro il traffico internazionale, ha spiegato a nome della commissione Paul Rechsteiner (PS/SG).
Qualsiasi atto connesso a questo traffico è punibile, che si tratti del reclutamento dei donatori, del prelievo di un organo o del trapianto. Il testo offre anche una migliore protezione alle vittime di simili pratiche.
La Svizzera si è impegnata a livello internazionale per migliorare la cooperazione mondiale in questo settore, ha spiegato il consigliere federale Alain Berset. Non può adesso rifiutarsi di ratificare questo testo. La Confederazione, ha poi aggiunto il ministro della sanità, soddisfa già in larga misura i requisiti della Convenzione. La legge sui trapianti vieta infatti il pagamento o la ricezione di denaro per la donazione di organi, nonché il loro commercio.
Tuttavia, il diritto elvetico vieta il commercio di organi solo quando ha luogo in Svizzera o in provenienza dalla Svizzera. La convenzione va invece più lontano; in futuro potranno essere punibili anche i reati commessi all'estero da cittadini elvetici.
Gli adeguamenti comprendono la competenza giurisdizionale per i reati connessi al traffico di organi commessi all'estero, la punibilità del trapianto di organi prelevati senza il consenso del donatore o la punibilità della ricerca sugli organi prelevati illegalmente.
Il traffico di organi è una delle dieci attività illegali più importanti al mondo. Rappresenta un fatturato annuo di circa un miliardo di dollari, ciò che equivale a circa 12 mila trapianti illegali di organi ogni anno.