(ats) Al contrario del Consiglio Nazionale, gli Stati non vogliono consentire ai contadini di costituire accantonamenti fiscali volti a stabilizzare i redditi agricoli per far fronte a periodi meteo avversi, come chiedeva una mozione di Jean-Paul Gschwind (PPD/JU) respinta per 27 voti a 12. Il dossier è archiviato.

Per il consigliere nazionale giurassiano, a raccolti abbondanti possono seguire momenti difficili, dovuti per esempio a particolari condizioni meteo, con un impatto sul reddito agricolo. In futuro è probabile, secondo Gschwind, che i fenomeni meteorologici estremi aumentino. La mozione, sostenuta a suo tempo da altri 21 deputati, chiedeva che gli agricoltori possano costituire riserve fiscali negli anni buoni per farne capo nei momenti difficili.

Per il Consiglio degli Stati, questa misura costituirebbe una disparità di trattamento rispetto ad altri settori che dipendono anche dalle condizioni del tempo. "Anche gli altri rami chiederanno di poter beneficiare di un simile privilegio", ha sostenuto in aula il ministro delle Finanze Ueli Maurer. Inoltre, gli accantonamenti non sono la soluzione migliore per eventuali perdite di reddito dovute a fattori climatici, ha spiegato Martin Schmid (PLR/GR) a nome della commissione.

Secondo Peter Hegglin (PPD/ZG), invece, la possibilità di effettuare accantonamenti fiscali pone l'accento sulla responsabilità individuale degli agricoltori. L'atto parlamentare garantisce loro una maggiore autonomia nella gestione dei rischi climatici. Ciò che chiede la mozione, a suo avviso, non rappresenta un regalo fiscale, ha aggiunto. Inoltre, altri Paesi, come la Francia, conoscono già simili disposizioni.