La Svizzera ha già attivato lo scambio automatico con 97 paesi e diversi territori. Nel dicembre scorso i "senatori" avevano dato il via libera allo scambio automatico di informazioni con 18 Paesi, ma si erano rifiutati di estenderlo alla Turchia a causa delle operazioni militari di Ankara in Siria.
La Turchia soddisfa tutti i criteri tecnici, ha sottolineato in aula il relatore della commissione Pirmin Bischof (PPD/SO). Non approvando questo accordo, la Svizzera sarebbe l'unico Paese a non dar seguito alla collaborazione in ambito fiscale con la Turchia.
Il consigliere federale Ueli Maurer ha ricordato che rimane sempre possibile sospendere lo scambio di informazioni se la situazione dovesse richiederlo. Tuttavia, a parere del ministro delle finanze, la politica fiscale non è il canale giusto per risolvere i problemi di politica estera.
Il governo ha verificato che le giurisdizioni con cui intende scambiare dati di natura fiscale soddisfino tutta una serie di criteri. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico è inoltre responsabile della sorveglianza del rispetto degli accordi. Si tratta, in particolare, di verificare il rispetto della riservatezza dei dati o se lo scambio non comporti gravi violazioni dei diritti umani.
Nel settembre 2019, il Consiglio nazionale aveva accettato di aprire lo scambio automatico di dati bancari con altri 19 Stati, tra cui la Turchia, già nel 2021.